Il linguaggio del corpo

L'individuo non comunica: partecipa a una comunicazione o diventa parte di essa.

Ray Birdwhistell


La comunicazione è un’attività molto complessa che fa riferimento a una molteplicità di sistemi di significato e di segnalazione che si attivano simultaneamente.

Ogni volta che comunichiamo utilizziamo in contemporanea tre differenti canali che, pur essendo in stretta connessione, trasmettono le informazioni con qualità e con un grado d’importanza molto differenti. Questi tre canali sono:

  • La via verbale, cioè ciò che stiamo dicendo a parole, le espressioni verbali che stiamo usando.

  • La via para verbale, che comprende caratteristiche come il tono (triste, tranquillo, felice, etc.), il volume (alto, basso), la prosodia (veloce, lento, fluido, inciampante, etc.) e il timbro (caldo, profondo, stridulo, etc.)

  • La via non verbale, cioè il linguaggio del corpo.

Un importante studio del 1967, svolto presso l’Università di Los Angeles (UCLA) dallo psicologo statunitense Albert Mehrabian[1], stabilì che solamente il 7% di tutte le informazioni che ricaviamo da una conversazione passa attraverso il canale verbale; la restante percentuale si divide in: 38% che ci perviene dal canale para verbale e addirittura il 55% che passa attraverso il canale non verbale. È importante specificare comunque che l'autore chiarì da subito le condizioni in cui queste percentuali sono vere, cioè quando comunichiamo atteggiamenti e sentimenti primari come rabbia, gioia, paura, perché sono difficilmente mascherabili. Non dobbiamo quindi cadere nella trappola in cui cascano molti sedicenti esperti, e cioè che non importa ciò che dici, ma come lo dici perchè questo è vero solo con determinate condizioni.

Nell'ambito delle scienze della comunicazione, quella non verbale viene suddivisa in tre componenti principali (oltre a quello paraverbale). La prima è il sistema cinesico, che comprende tutti gli atti comunicativi espressi dal movimento del corpo. Fra questi, di estrema importanza, è la postura; presentarci a una donna ben dritti, con il mento leggermente verso l’alto e ben saldi sulle gambe anziché ingobbiti e ciondolanti fa una grossa differenza ai fini del rapporto iniziale.

Comunicare sicurezza con la nostra postura è un fattore molto influente. Un altro elemento importante di questo sistema riguarda la mimica facciale. Riguardo a tale aspetto va considerato che non tutto ciò che viene comunicato tramite le espressioni del volto è sotto il nostro controllo (ad esempio l'arrossire o l'impallidire), ma la maggior parte delle nostre espressioni, comunque, sono controllabili e adattabili al contesto. Altro importante elemento di questo sistema sono i gesti, in primo luogo quelli compiuti con le mani e con i piedi. La gestualità manuale può essere un’utile sottolineatura delle parole, e quindi rafforzarne il significato, ma anche fornire una chiave di lettura difforme dal significato del messaggio espresso verbalmente. Solitamente è sconsigliabile gesticolare eccessivamente o tenere le mani in tasca o dietro la schiena perché sono tutti gesti che possono comunicare disagio e scarsa sincerità. Ultimo importante elemento del sistema cinesico è il contatto visivo. Saper reggere lo sguardo della donna che abbiamo davanti è fondamentale per comunicarle sicurezza e fiducia in noi stessi.


Il sistema prossemico e quello aptico sono dei sistemi di contatto, il primo concerne la percezione e l'uso dello spazio e della distanza nei confronti degli altri, fattore molto importante da considerare perché ci dice molto sull’intimità e la confidenzialità di un rapporto. Il sistema aptico invece fa riferimento all’insieme di azioni di contatto corporeo con l’altro; gesti come darsi il cinque o stringersi semplicemente la mano assumono un significato importante a seconda della relazione in cui siamo coinvolti. Questo è un campo nel quale le differenze culturali rivestono un ruolo cruciale.

In conclusione, possiamo dire che qualunque cosa decidiamo di fare (o non fare), di dire (o non dire), stiamo comunicando qualcosa. Lo psicologo americano Paul Watzlawick[2], identificando i principi della comunicazione, ne definì uno fondamentale: è impossibile non comunicare. In qualsiasi tipo d’interazione tra persone, anche solo guardandosi negli occhi, si sta comunicando sempre qualcosa.



[2] Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi, Watzlawick, JH Beavin, DD Jackson, M Ferretti, 1978, Astrolabio Ubaldini.

[1] Inference of attitudes from nonverbal communication in two channels; Mehrabian, Albert; Ferris, Susan R.

Journal of Consulting Psychology, Vol 31(3), Jun 1967, 248-252.


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